19,061 milioni.
Prima di decidere, guardiamo i documenti.
Nel referendum sui Castelli di Bellinzona, la campagna favorevole mette in primo piano attrattività, ricavi e benefici economici. I documenti ufficiali confermano alcuni punti, ma mostrano anche condizioni, costi, passaggi ancora da definire e obiettivi molto ambiziosi che negli slogan restano sullo sfondo.
Verifica documentale de Il Noce · fonti primarie e pagina pubblica della campagna favorevole · aggiornata 12 agosto 2026.
3’738 firme valide hanno reso possibile questa votazione.
Il Municipio ha convalidato 3’738 delle 4’650 firme consegnate dal comitato referendario. La soglia richiesta era di 3’000 firme valide: il referendum è quindi stato dichiarato ricevibile e sarà sottoposto al voto popolare il 27 settembre 2026.
Fonti: laRegione, 29 maggio 2026 · Corriere del Ticino, 29 maggio 2026.
Cosa riconosciamo. E perché non basta.
Il comitato referendario non sostiene che nel progetto sia tutto sbagliato. Alcuni obiettivi sono condivisibili e alcuni dati sono reali. Il punto è capire se bastano a giustificare questo progetto, con questi costi, queste modalità e queste incognite.
I Castelli generano già ricadute economiche
Lo studio cantonale stima circa CHF 7,1 milioni di domanda turistica imputabile ai Castelli.
Ma questo non dimostra che raddoppiando i visitatori raddoppierà automaticamente anche l’indotto economico.
L’offerta può essere migliorata
Nuovi contenuti, accessibilità, sicurezza e manutenzione sono obiettivi legittimi.
Ma questo non obbliga ad approvare l’intero pacchetto da CHF 19,061 milioni né tutte le scelte di ticketing, branding e gestione.
Le commissioni hanno sostenuto il credito
Gestione ed Edilizia hanno raccomandato l’approvazione del progetto.
Ma le stesse commissioni hanno evidenziato condizioni, rischi e cautele su affluenza, governance, spettacolarizzazione e corte di Castel Grande.
Più visitatori possono portare più ricavi
È ragionevole che maggiore affluenza possa generare maggiori entrate.
Ma il Business Plan dipende proprio dal raggiungimento di obiettivi di affluenza molto più elevati rispetto alla situazione attuale.
Argomento per argomento, ecco perché il comitato sostiene il NO.
Partiamo dalle frasi pubblicate dalla campagna favorevole e dalle dichiarazioni istituzionali. Per ognuna distinguiamo ciò che è documentato, ciò che è una proiezione o una valutazione e il motivo per cui il comitato referendario non ritiene quell’argomento sufficiente per approvare il progetto.
I Castelli continueranno a chiamarsi Castelli.
Nel 2026 I singoli castelli mantengono i loro nomi.
Il sindaco Mario Branda ha ricordato che Castel Grande, Montebello e Sasso Corbaro continueranno a chiamarsi così. Su questo non c’è contestazione.
Nello stesso comunicato ufficiale venivano presentati la nuova identità visiva “Fortezza Bellinzona” e il nuovo sito dedicato. Il MM 1019 cita inoltre il rifacimento della segnaletica interna e il sito dedicato specificamente alla “Fortezza”.
Un altro punto di chiarezza: la denominazione ufficiale del bene iscritto dall’UNESCO è “Three Castles, Defensive Wall and Ramparts of the Market-Town of Bellinzona”. Anche il titolo ufficiale del MM 1019 distingue il marchio “Fortezza Bellinzona” dal patrimonio UNESCO “Tre castelli, murata e cinta muraria del borgo di Bellinzona”. Al 12 agosto 2026, invece, la pagina generale delle votazioni della Città continua a presentare la formula “Patrimonio UNESCO ‘Fortezza di Bellinzona’”. Il Noce ha chiesto un chiarimento alla Cancelleria: nella risposta ricevuta è stato richiamato il “titolo completo del Messaggio municipale”, ma il titolo pubblicato dalla stessa Città è formulato diversamente.
Fonti: Comunicato ufficiale del Municipio, 5 aprile 2023 · MM 1019, pp. 60–61 · titolo ufficiale del MM 1019 · pagina ufficiale delle votazioni · scheda ufficiale UNESCO · intervista al sindaco, 24 marzo 2026.
Perché la questione non è rinominare Castel Grande, Montebello o Sasso Corbaro. La questione è l’identità ombrello “Fortezza Bellinzona”, già introdotta nella comunicazione istituzionale e nel sito dedicato. Il MM 1019 segnala inoltre che la segnaletica interna ai manieri è stata rifatta. Se nel 2023 il Municipio parlava esplicitamente di “passaggio alla denominazione Fortezza”, oggi non basta rispondere che i tre castelli manterranno i loro nomi.
Per i cittadini non cambierà sostanzialmente niente.
Il MM 1019 prevede che la Galleria della Murata e la corte interna di Castel Grande, oggi gratuite, entrino nel regime a pagamento. Prati, corti esterne e camminamento in superficie restano invece liberamente accessibili.
Fonti: MM 1019, pp. 63–65
Perché per la popolazione qualcosa cambia concretamente: due spazi oggi gratuiti diventano soggetti a biglietto.
La Corte interna di Castel Grande rimarrà gratuita per i Bellinzonesi!
Il MM 1019 parla invece di un sistema che garantisca agevolazioni d’accesso per i Bellinzonesi, citando Bellinzona 360 soltanto come esempio. Precisa inoltre che le modalità operative non sono ancora definite e saranno predisposte durante la realizzazione.
Fonti: MM 1019, pp. 64–65 · opuscolo informativo ufficiale per la votazione del 27 settembre 2026.
Perché su un punto così concreto per chi vive a Bellinzona la promessa pubblica è più netta di quanto risulti dal Messaggio municipale. Se la gratuità è garantita, deve essere definita chiaramente prima del voto.
Dopo la Fase 1A la gestione passerà a una Fondazione.
Gestione della Città
La gestione è in capo alla Città. Le spese e i ricavi della Fortezza passano attraverso la contabilità comunale e vengono sottoposti al Consiglio comunale in sede di preventivo e consuntivo.
Gestione della Fondazione
La nuova Fondazione assumerebbe la gestione del complesso e preparerebbe annualmente un rapporto per Cantone e Città.
- Compiti previsti: finanze, personale, promozione, conservazione, contenuti e offerta culturale.
- Gestione operativa: manutenzione ordinaria e attività commerciali collegate al sito.
- Struttura: Consiglio di Fondazione di 5–7 membri con rappresentanti di Città e Cantone in numero uguale, più membri designati dallo stesso Consiglio.
Questo significa una cosa precisa: la Città resterà rappresentata nella Fondazione, ma non gestirà più direttamente il complesso. Una parte importante delle decisioni operative passerà quindi dagli organi comunali alla struttura della Fondazione. Per il comitato il punto non è parlare di vendita o privatizzazione della proprietà, che resta pubblica, ma chiedere quale controllo diretto resterà agli organi eletti dai cittadini sulle scelte di gestione.
Fonti: MM 272 del 2019, pp. 8–11 · MM 1019, cap. 6, pp. 66–70 · Rapporto Commissione della gestione, 24 febbraio 2026, cap. 6 · pagina della campagna del SÌ.
Perché non stiamo votando soltanto lavori e nuovi allestimenti. Stiamo anche preparando un trasferimento molto ampio della gestione dalla Città a una Fondazione. Per il comitato, un cambiamento di gestione di questo peso dovrebbe essere spiegato apertamente ai cittadini e chiarito nei suoi elementi essenziali prima del voto. Nei documenti esaminati restano inoltre aspetti ancora da formalizzare o precisare, come la convenzione formale tra Città e Cantone e il ruolo del Site Manager UNESCO.
Solo 4,5 milioni direttamente a carico della Città.
Circa CHF 4,5 milioni è la quota comunale residua prevista dopo CHF 3,5 milioni di contributi aggregativi. Il credito complessivo sottoposto al progetto è però CHF 19,061 milioni e una parte dei finanziamenti esterni è stimata; il contributo federale non è obbligatorio.
Fonti: MM 1019, pp. 105–110
Perché la decisione riguarda un progetto complessivo da CHF 19,061 milioni, non soltanto il saldo netto previsto per il Comune.
Pareggio già dal primo anno con utili netti in crescita.
Il Business Plan indica un margine positivo di CHF 1’292 nel primo anno, ma include nello stesso anno CHF 754’000 di sponsoring e finanziamenti pubblici. Il MM dice inoltre che gli attuali contributi pubblici devono inizialmente essere confermati.
Fonti: MM 1019, pp. 74–80
Perché pareggio non significa autosufficienza. Il risultato previsto dipende ancora da finanziamenti pubblici e dalla crescita dei visitatori.
Indotto stimato in CHF 14,2 milioni.
Lo studio cantonale calcola circa CHF 7,1 milioni. La pagina del SÌ spiega poi che, ipotizzando un raddoppio dei visitatori, “si può quindi desumere” un raddoppio dell’indotto fino a CHF 14,2 milioni.
Fonti: facciamocibelli.ch · studio cantonale, pp. 114–117
Perché CHF 14,2 milioni non è un risultato prodotto dallo studio citato: è una proiezione lineare costruita successivamente sulla base di un’ipotesi.
Si stima un 5% dei Bellinzonesi che frequenta regolarmente la Fortezza.
Nello studio il 5% indica la quota dei visitatori intervistati classificati come “indigeni”, cioè persone che abitano o lavorano entro 20 km o 20 minuti da Bellinzona. Non è la percentuale dei Bellinzonesi che frequentano i Castelli e non misura una frequentazione “regolare”.
Fonti: studio cantonale, p. 114
Perché la fonte citata non dimostra l’affermazione utilizzata nella campagna. Il denominatore e la definizione sono diversi.
Il progetto genererà 5 nuovi posti di lavoro.
Il Business Plan descrive l’organico previsto e varie funzioni professionali, ma nei documenti ufficiali verificati non abbiamo trovato una quantificazione che dimostri espressamente cinque nuovi posti netti rispetto all’organico di partenza.
Fonti: MM 1019, pp. 76–77 · pagina della campagna del SÌ
Perché un beneficio occupazionale presentato come numero certo dovrebbe essere direttamente verificabile nel documento che viene indicato come fonte.
Dopo 35 anni dagli ultimi restauri [...] un rinnovamento è quindi dovuto.
Il bisogno di manutenzione, sicurezza e aggiornamento dell’offerta è reale. Il MM precisa però che la manutenzione straordinaria del bene resta di competenza del Cantone e che il credito comprende molto di più: costruzioni, contenuti e messa in scena, organizzazione e progettazione della Fase 2.
Fonti: MM 1019, pp. 96 e 103–104 · facciamocibelli.ch
Perché si può essere favorevoli a manutenzione e miglioramenti mirati senza considerare inevitabile l’approvazione dell’intero progetto, del ticketing e del modello di gestione proposto.
Non perdiamo un’occasione: finanziamenti che non ritornano.
I contributi cantonali e gli eventuali contributi federali sono legati a questo progetto. Ma il MM chiarisce anche che l’Ufficio federale della cultura non ha alcun obbligo di finanziare il progetto e che il contributo federale è stimato.
Fonti: MM 1019, pp. 105–107
Perché non tutti gli importi del piano possono essere trattati come denaro già acquisito che andrebbe certamente perso.
Non restiamo indietro rispetto ad altre Città svizzere e in Ticino.
La campagna elenca investimenti di Friborgo, Grandson, Locarno e Lugano. Sono però progetti diversi per oggetto, dimensione, funzione, finanziamento e territorio; nella pagina non viene presentata un’analisi comparativa costi-benefici che renda direttamente confrontabili quelle cifre.
Fonti: facciamocibelli.ch, sezione “Non restiamo indietro”
Perché un investimento di Bellinzona dovrebbe essere valutato sui propri costi, benefici e rischi, non sulla necessità di spendere perché altre città hanno investito somme importanti in progetti differenti.
Un piccolo sforzo per restare al passo.
La quota comunale residua prevista è circa CHF 4,5 milioni, ma il progetto mobilita CHF 19,061 milioni di risorse pubbliche e private previste. Anche i contributi cantonali e federali sono risorse pubbliche, pur non gravando direttamente sul bilancio della Città.
Fonti: facciamocibelli.ch · MM 1019, pp. 105–110
Perché definire l’operazione un “piccolo sforzo” è una valutazione. La dimensione del progetto e l’incertezza di parte del finanziamento meritano invece una valutazione completa.
Altri progetti citati sarebbero una pura spesa senza portare niente all’economia locale.
La pagina favorevole non identifica in quella frase quali investimenti alternativi vengano confrontati, né presenta un’analisi che dimostri che tali alternative non produrrebbero benefici economici o sociali.
Fonti: facciamocibelli.ch, sezione “Non perdiamo un’occasione”
Perché non è corretto ridurre le alternative a “pura spesa” senza definire quali siano e senza confrontarne costi, utilità pubblica e possibili ricadute.
Dobbiamo passare all’azione anche per non perdere di credibilità.
Questa frase esprime una scelta di opportunità. Il referendum non stabilisce se Bellinzona debba valorizzare o meno i Castelli in futuro: decide se approvare o respingere questo specifico credito e questo specifico progetto.
Fonti: facciamocibelli.ch
Perché chiedere di rivedere un progetto non significa rinunciare alla valorizzazione. Significa chiedere che costi, accessi, identità e modello economico convincano prima di impegnare le risorse.
Accessi: oggi → dopo la Fase 1A
Il cambiamento non riguarda l’intero complesso. Riguarda però due luoghi oggi gratuiti, e uno di essi è la corte interna di Castel Grande.
La nuova parte espositiva della galleria richiederà un biglietto.
Il MM prevede di includerla tra gli spazi soggetti al biglietto.
Restano gratuiti anche Murata in superficie e camminamento accessibile.
Una cautela arriva dalla stessa Commissione dell’edilizia, che ha comunque raccomandato l’approvazione. Il rapporto ricorda che la corte di Castel Grande fu concepita come piazza verde urbana liberamente accessibile e sostiene che dovrebbe mantenere la propria natura di luogo aperto e condiviso, senza barriere.
Il costo: quattro componenti, non un solo numero
La ricapitolazione ufficiale mostra che il credito riguarda contenuti, costruzioni, organizzazione del progetto e progettazione della Fase 2. Non è un semplice credito di manutenzione.
Fonte: MM 1019, ricapitolazione costi, pp. 103–104.
Pareggio non significa autosufficienza
Il primo anno del modello è effettivamente positivo. Ma quel risultato incorpora già sostegno pubblico e sponsoring.
Margine previsto nel 1° anno del Business Plan.
“Sponsoring e finanziamenti pubblici” previsti nello stesso 1° anno.
Peso iniziale dei finanziamenti pubblici e privati sul totale dei ricavi, previsto in diminuzione.
Il MM precisa che in un primo momento Cantone e Città dovranno continuare a garantire il loro sostegno finanziario. La sostenibilità dipende soprattutto dall’aumento dei visitatori paganti e dagli altri ricavi.
Da 7,1 a 14,2 milioni: cosa è misurato e cosa è proiettato
Lo studio parte dalle frequenze, elimina locali e doppi conteggi, distingue ospiti di giornata e pernottanti, considera spesa e durata del soggiorno e applica un “fattore evento”.
- Dato dello studio: circa 100’000 visitatori non locali corretti → circa CHF 7,1 milioni.
- Dato della campagna: ipotizzando il raddoppio dei visitatori, viene “desunto” un raddoppio dell’indotto a CHF 14,2 milioni.
- La differenza: CHF 14,2 milioni non è un risultato prodotto dallo studio del 2014, ma una proiezione lineare successiva.
Lo stesso studio contiene anche un dato favorevole: per gli ospiti di giornata la presenza dei Castelli è una motivazione molto importante per recarsi a Bellinzona.
Per creare davvero indotto, i turisti devono fermarsi a Bellinzona.
Il progetto punta ad aumentare fortemente i visitatori paganti. Ma il vero beneficio per ristoranti, alberghi, negozi e attività locali dipende da un passaggio ulteriore: le persone devono restare in città, non soltanto entrare ai Castelli e ripartire.
Il Castello può far arrivare il visitatore
- È ragionevole aspettarsi che un patrimonio valorizzato possa attirare più persone.
- Lo studio cantonale mostra già che i Castelli sono una motivazione importante per recarsi a Bellinzona.
- Ma il raddoppio dell’affluenza non garantisce automaticamente il raddoppio della spesa sul territorio.
La città deve riuscire a trattenerlo
- Per aumentare davvero l’indotto servono ristorazione, pernottamenti, commercio, eventi, cultura, mobilità e spazi pubblici capaci di prolungare la permanenza.
- Se il visitatore arriva, visita il complesso e riparte, la ricaduta economica sul territorio sarà necessariamente più limitata rispetto a quella di chi si ferma, mangia, pernotta o fa acquisti in città.
- Per questo il comitato chiede quale strategia complessiva accompagnerà l’aumento dei visitatori fuori dai Castelli e nel resto di Bellinzona.
Il punto è semplice: il Castello può essere il motivo per arrivare a Bellinzona. Ma da solo non basta a farvi restare il turista. Prima di presentare CHF 14,2 milioni di indotto come beneficio atteso, è legittimo chiedere quali condizioni concrete permetteranno di trasformare più ingressi in più pernottamenti, consumi e acquisti in città.
Riferimenti: studio cantonale sull’impatto economico del turismo · proiezione della campagna favorevole · MM 1019.
Le commissioni: sostegno al progetto, ma anche cautele precise
Entrambe le commissioni hanno raccomandato l’approvazione. Leggere anche le loro riserve aiuta a capire quali aspetti restano sensibili.
Commissione della gestione
Valutazione complessivamente favorevole.
- Ritiene l’investimento giustificato per le ricadute attese.
- Considera il Business Plan solido e le proiezioni prudenziali.
- Ricorda che 100’000 paganti nel breve periodo e 130’000–200’000 nel medio sono determinanti per la sostenibilità.
Commissione dell’edilizia
Favorevole al credito, con osservazioni sostanziali.
- Avverte sul rischio di “spettacolarizzazione” del bene.
- Ritiene che la corte di Castel Grande dovrebbe restare aperta e condivisa.
- Osserva che la valorizzazione non è ancora riconducibile a una pianificazione chiara, coerente e unitaria e chiede una governance solida e trasparente.
Cosa è deciso. Cosa è ancora da definire.
Una parte del progetto è descritta in modo puntuale; un’altra dipende da procedure, accordi, obiettivi di affluenza o progettazioni successive.
Definito nel credito attuale
- CHF 18,565 milioni per la Fase 1A.
- CHF 496’000 per progettare la Fase 2.
- Nuovo regime di ticketing per Galleria della Murata e corte interna di Castel Grande.
- Obiettivo di 100’000 visitatori paganti con il completamento della Fase 1.
Ancora da definire o concretizzare
- Modalità operative delle agevolazioni per i Bellinzonesi; Bellinzona 360 è indicata come esempio.
- Entità effettiva del contributo federale: stimato, non obbligatorio.
- Assetto definitivo della futura Fondazione: la convenzione formale Città-Cantone e alcuni ruoli, tra cui quello del Site Manager UNESCO, risultano ancora da formalizzare o precisare nei documenti esaminati.
- Contributi di eventuali fondazioni private.
- Realizzazione e costi della Fase 2: oggi è finanziata soltanto la progettazione.
- Risultati economici effettivi, legati ai visitatori e agli altri ricavi.
Le fonti usate per questa verifica
Nessun lettore deve essere costretto a fidarsi di questa pagina. I documenti principali sono consultabili direttamente.
Il 27 settembre il comitato referendario invita a votare NO.
Non contro i Castelli e non contro la loro valorizzazione. Votiamo NO a questo specifico progetto perché lega la sostenibilità a obiettivi molto ambiziosi di visitatori paganti, introduce nuovi accessi a pagamento, lascia modalità importanti ancora da definire, prepara un cambiamento rilevante della gestione e presenta come benefici attesi anche proiezioni che dipendono da ipotesi. Chiedere un progetto migliore significa proteggere il futuro dei Castelli e il loro legame con Bellinzona.